Una nuova avventura.

Chiedetelo ai direttori delle riviste, agli editori, ai librai, al pubblico dei lettori, e la risposta sarà: “Soldi”. E adesso l’idealista o il sognatore che si è lasciato trascinare fin qui farà meglio a tornare indietro. La questione si sta facendo brutale. Soldi? Sì, soldi! Perciò ficcate di nuova la testa fra le nuove e lasciateci in pace. È un peccato, lo sappiamo, che noialtri non ci accontentiamo di un tozzo di pane e una veste da mendicante; ma del resto, sapete, non siamo altro che argilla.

Non dimenticarti di quello che siamo, ciechi, semplicemente ciechi, ciechi senza retoriche né commiserazioni, il mondo caritatevole e pittoresco dei poveri ciechi è finito, adesso è il regno duro, crudele e implacabile dei ciechi.

Forse la vita può anche essere strumento di scrittura, spunto e materia grezza di racconti e storie.

"— Dio mio, perdonami! — diceva, singhiozzando, stringendo al petto le mani di lui. Si sentiva così colpevole e peccatrice che non le restava che prostrarsi e chiedere perdono; ma adesso, nella sua vita, all’infuori di lui, non c’era più nessuno, e a lui volgeva la sua preghiera di perdono. Guardandolo, sentiva fisicamente la propria abiezione, e non poteva più parlare."

Al circo c’è a volte un artista, reclamizzato come il mangiatore di fuoco, che nel suo numero dà al pubblico l’impressione che le fiamme gli escano da bocca, e là, nella strada di quella città del Vietnam del Sud, questo monaco con la testa rasata dava l’impressione che le fiamme, invece di assalirlo dall’esterno, guizzassero nell’aria dall’interno, non soltanto dalla bocca, ma, in un’istantanea eruzione, dalla testa, dalla faccia, dal petto, dal ventre, dalle gambe e dai piedi. […] dapprincipio parve proprio un numero da circo, come se ciò che si stava consumando non fosse il monaco ma l’aria, come se il monaco, senza farsi male, avesse incendiato l’aria che lo circondava.